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14 commenti per “I missili di Cuba”

  1. Alessandro scrive:

    Bell’intervento stè,semplice e molto chiaro.Il migliore sicuramente…Complimenti.

  2. Alessandro scrive:

    E se la prossima volta tratti della baia dei Porci? E’ un argomento strettamente collegato a quello di oggi,oltre ad essere molto interessante…

  3. Giovanni Tufo scrive:

    Bellissimo articolo, e continua la saga del “mi sento ignorante”… purtroppo questi episodi di storia recente non sono molto conosciuti (le scuole li trattano?) e, a meno che non si sia appassionati, difficilmente si conoscono…grazie, ho tolto un altro mattoncino al muro della mia ignoranza (ma ce ne sono ancora molti!)

  4. Annachiara Scalera Annachiara scrive:

    Mi aggrego ai complimenti di Alessandro anche  perchè in poche battute sei riuscito a far emergere l’intensità della tensione che pervase l’opinione pubblica e la stessa amministrazione americana. Si tratta di un periodo tanto controverso quanto determinante e di conseguenza pieno di fascino, soprattutto se si considera quanto abbia influito sulla successiva evoluzione geopolitica. Infatti a mutare non furono solo i rapporti tra Usa e Urss, ma anche quelli tra Usa e Europa dal momento che lo smantellamento dei missili Nato instillò negli europei una profonda diffidenza nei confronti degli Stati Uniti, condizionandone i rapporti fino ad oggi. Inoltre, poichè  la crisi fu risolta senza consultare Castro, si accese nei Paesi del Terzo mondo la consapevolezza di essere solo pedine tra le mani delle due super potenze mondiali. Tuttavia si deve a quell’accordo il fatto che Cuba non sia mai stata invasa dagli Usa e che Castro sia ancora al potere. Di nuovo complimenti Stè!

  5. Stefano Pasimeni Stefano Pasimeni scrive:

    Grazie ragazzi per i complimenti… vi aggiungo una piccola chicca sull’argomento che per motivi di spazio non sono riuscito ad inserire nell’articolo.

    Nel pezzo ho scritto che Kennedy si mosse con abilità ed ebbe una grande vittoria dal punto di vista della diplomazia internazionale, il che è tuttora vero, ma solo se si pensa al breve periodo. Infatti, quando furono resi disponibili gli archivi di Stato di Mosca, venne fuori un dettaglio importante su questa vicenda: la nave sovietica che trasportava le testate nucleari, non lasciò mai (per motivi burocratic) l’Unione Sovietica. A Cuba in pratica, non vennero mai attivati dei missili, ma furono costruite solo le rampe di lancio.
    Il fatto è importante perchè il tutto rientrava in una strategia politica di lungo periodo del segretario Chruscev. Da abile stratega qual’era, Chruscev pensò bene di giocare su due tavoli: sul primo, nel caso la situazione fosse degenerata, egli avrebbe potuto facilmente dimostrare all’opinione pubblica mondiale, come in realtà sul suolo cubano non ci fossero testate nucleari, al contrario, erano gli USA ad aver schierato in europa i propri jupiter contro l’URSS; sul secondo piano (quello su cui si svolse realmente la vicenda), egli con questa semplice mossa (ossia quella di piazzare a cuba solo le postazioni di lancio, che in pratica erano solo dei tubi d’acciao) costrinse Kennedy a far smantellare le postazioni jupiter e Thor dall’europa, ottenendo così nel lungo periodo, la vera vittoria strategica della questione.

    P.S. per Alessandro: il prossimo articolo sarà sulla Baia dei Porci e sarà dedicato a te.

  6. Giuseppe Ferruccio Giuseppe Ferruccio scrive:

    mi associo ai complimenti per stefano ma vorrei chiedere un chiarimento ad annachiara: “lo smantellamento dei missili Nato instillò negli europei una profonda diffidenza nei confronti degli Stati Uniti, condizionandone i rapporti fino ad oggi”; cosa intendevi esattamente con questa frase?
    quanto a cuba, credo che benchè non sia stata mai materialmente invasa, essa abbia ugualmente “sofferto” la sua vicinanza (geopolitica) al blocco sovietico e la scelta di un modello economico apertamente contrapposto a quello americano. con gravissime conseguenze per la popolazione cubana, che ancora oggi sconta le scelte dittatoriali del suo leader con una profonda avversione da parte del mondo occidentale.

  7. Alessandro scrive:

    Grazie caro…Ne sono onorato…

  8. Annachiara Scalera Annachiara Scalera scrive:

    Per giuseppe: intedevo che in Europa c’era la percezione forte (e forse reale) della minaccia di un attacco sovietico, per cui avere basi Nato costituiva una sicurezza. Quando Kennedy ha deciso di smantellarle, gli europei hanno perso un punto di riferimento importante in quel contesto di estrema incertezza. In altre parole è emersa la consapevolezza che la difesa statunitense nei confronti dell’URSS non era poi così scontata. A partire da questo episodio il processo di integrazione europea subì un’accellerazione. Gli europei dovevano cavarsela da soli. Parallelamente si insinuava quella di diffidenza nei confronti degli Usa, che in Francia era già emersa con De Gaulle. Terminava così l’idillio tra Europa e Stati Uniti che aveva caratterizzato gli anni 50.

  9. Annachiara Scalera Annachiara Scalera scrive:

    Per quanto riguarda Cuba, credo che abbia sofferto più per la vicinanza geografica con gli Stati Uniti, che per quella geopolitica con L’URSS.  Castro inizialmente era socialista e l’alleanza con l’Urss nasce e muore in poco tempo.

  10. Stefano Pasimeni Stefano Pasimeni scrive:

    Attenzione annachià, vedi che nel 1963 vennero smantellate solo le postazioni missilistiche, e non le basi. queste rientravano nel sistema della NATO e molte di esse sono state attive sino agli anni 90 (San Vito ad esempio) o lo sono tuttora.

  11. Annachiara Scalera Annachiara Scalera scrive:

    Hai ragione, è stata una svista, chiedo venia per l’imprecisione.

  12. Stefano Pasimeni Stefano Pasimeni scrive:

    :)))) sei perdonatissima… il tuo intervento era esatto in ogni caso!

  13. Annachiara Scalera Annachiara Scalera scrive:

    Sono stata educata, ora però vorrei capire la tua posizione, esplicitamela.

  14. Annachiara Scalera Annachiara Scalera scrive:

    Va bene, questione chiarita ;)

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