Bentornati! Riprendiamo il nostro cammino verso l’Attimo Fuggente, trattando l’argomento della schiavitù e delle varie dipendenze che la producono. Nessun uomo in catene, infatti, può essere felice, poichè l’uomo è stato creato per essere libero, per esprimere tutta la sua creatività, per rivelare tutta la sua bellezza e la sua luce. Un uomo in catene non può trasmettere alcuna luce, un uomo in catene è un uomo cupo, triste, malinconico, frustrato, depresso.
Cominciamo con l’evidenziare quindi che la schiavitù non fa bene a nessun uomo; questo concetto, che appare alquanto ovvio, non trova riscontro e consapevolezza nella realtà, tant’è che moltissime sono le forme di schiavitù presenti nella società moderna e moltissimi sono gli schiavi che non riescono a guadagnarsi la propria libertà.
Come è possibile che nonostante si viva in stati di lampante depressione e tristezza dovuti al fatto che si è schiavi di padroni molto severi e crudeli, non si cerchi di uscirne e di liberarsi da queste dolorose catene ?
A volte non ci si rende nemmeno conto di essere schiavi, tanto si è abituati a vivere in schiavitù e ad accontentarsi di piccole gioie, piccole soddisfazioni di un momento, brevi stati di serenità.A volte non si pensa o non si crede che possa esistere una gioia ben maggiore di quella piccola piccola che si è abituati a vivere.
A volte si è coscienti del proprio stato ma non si sa come risolvere il problema. A volte si ha vergogna ad ammettere la propria situazione.
A volte si ha troppo timore ed orgoglio per chiedere aiuto a qualcuno.
Molto spesso dunque, per vari motivi, si rimane in schiavitù.
Quali sono le dipendenze che non ci permettono di vivere autenticamente ? Esiste una maniera di liberarsi ? Si può farlo da soli o c’è bisogno di un liberatore ? A tutte queste domande proveremo a dare risposta, analizzando una per una le varie dipendenze che ci incatenano alla mediocrità della nostra esistenza. Questo è un passaggio più che necessario, è fondamentale!
Non c’è gioia più grande che essere liberi, non c’è esperienza più vicina alla vera realtà dell’uomo, alla sua più vera e profonda identità.
Abbiamo visto che l’uomo felice è un uomo che sa amare, contemplare, andare al centro delle cose, muoversi nella verità, ascoltare nel silenzio, nutrirsi bene, vivere con passione e desiderio.
Ma tutte queste cose può farle solo un uomo libero. Tu sei libero ?







Spero vivamente di poter rispondere di si…
ciao Gabriele!
Penso che sia un buon argomento con cui confrontarsi, difatti nelle prossime puntate mi addentrerò cercando di approfondire le diverse dipendenze che abbiamo; alcune sono inevitabili, altre si potrebbero e forse dovrebbero combattere.
penso che non sia così scontato l’essere liberi, anzi… io dò per scontato il contrario…
ed inoltre sottolinerei che libertà non significa fare quello che si vuole. (ma questo lo vedremo)…
Insomma, è un argomento complesso che va sviscerato per bene e con cui ci si può (e a mio avviso ci si deve) confrontare.
Perchè la libertà ha un gran valore e quindi anche un gran costo per conquistarla.
Buona giornata !!
secondo me siamo schiavi dell’immagine che ci costruiamo nel tempo, siamo schiavi delle opinioni degli altri, dei commenti delle altre persone.
Ottimi esempi… naturalmente senza generalizzare perchè ognuno avrà le sue proprie dipendenze… credo che una delle più diffuse sia la dipendenza dall’affetto degli altri o in particolare da quello del/della propria partner, per questo penso sia il primo degli approfondimenti che farò sull’argomento.
Purtroppo troppe volte siamo vittime di queste dipendenze, le viviamo male e soffriamo.
Si può far dipendere la propria serenità da qualcosa o qualcuno ?
Non mi spingo più oltre… anche per non anticipare le prossime puntate…
Ma come si evince…. la cosa è seria…
ciao!!!
Ritengo molto importante l’argomento; con ogni probabilità, e tempo permettendo, seguirò attentamente le prossime puntate.
Io attualmente penso di essere “quasi” libero nel senso che sono libero di fare le mie scelte in maniera del tutto indipendente, giuste o sbagliate che siano.
Ma se penso a qualche anno fa non era propriamente così…
Comunque penso sia necessario fare una distinzione tra libertà positiva e negativa. Riporto quanto scritto su Wikipedia:
“Isaiah Berlin [1] distingue due accezioni di libertà: intesa solo come non-interferenza di un potere esterno (libertà negativa) o in senso più ampio come libertà di fare determinate cose (libertà positiva).”
Quì si parlerà di libertà negativa; ho capito bene?
ciao Francesco e benvenuto, qui si parlerà di liberarsi da/di tutto ciò che non ci permette di giungere all’Attimo Fuggente, alla nostra realizzazione e pienezza.
Tutto è funzionale a quello.
L’argomento è vasto e si potrebbero prendere come punti di partenza diversi spunti.
Cercherò di toccare sia la libertà da coazioni esterne che interne. Ma sono le dipendenze che ci portiamo dentro quelle peggiori, che non ci permettono di vivere bene.
Uno potrebbe essere in carcere ed essere libero, molti per altro sono liberi da coazioni esterne eppure sono costantemente vittima di varie schiavitù.
Ci sarà molto da approfondire. Spero di farlo in maniera chiara ed esaustiva nei limiti del possibile.
ciao!
ciao aldo.
la libertà secondo me consiste nel fatto di poter scegliere..lì dove c’è questa possibilità l’uomo è libero anche di sbagliare lì dove non ha questa possibilità l’uomo non è più libero.
dove lavoro purtroppo e so anche in altri posti di lavoro precari la situazione è più o meno simile nessun mio collega è libero..hanno tutti paura di alzare la testa e ribellarsi al mancato rispetto della loro dignità di persone..perchè hanno paura..paura di perdere il lavoro..e la società che ci da lavoro sfrutta questa paura a proprio comodo e si arrikisce.Ecco questo a parer mio è la peggiore cosa che esiste al modo, sfruttare lo stato di bisogno delle persone per un proprio tornaconto che in questo caso sono i soldi..lo trovo orribile..io sto lottando molto per questa cosa..per la libertà perchè ritengo che un “uomo” che fa questo ad un proprio simile..secondo me non deve far parte del genere uomano.