C’era una volta un bambino che non voleva crescere mai, a lui non interessava essere ricco, essere famoso, essere un esempio come uomo per i milioni di fan accaniti che lo hanno sempre corteggiato. Non ha mai vissuto nel mondo delle favole e non si vestiva con un costume verde, anzi sin da piccolo ha sofferto fame e miseria nel barrio di Villa Fiorito a Buenos Aires. Il suo nome è Diego Armando Maradona e la sua è forse una delle storie più intense e controverse del mondo dello sport. Maradona calciatore è stato il genio che impersonificava la perfezione ogni volta che il pallone toccava il suo sinistro magico. Maradona uomo è stato una persona disperata che non ha mai trovato pace su questa terra, decadendo spesso nel mondo della droga e dell’alcool.
Diego è stato colui che ha tradito più volte la moglie, colui che ha ballato tra vita e morte per colpa dei suoi mille vizi, ma è stato anche colui che sul campo di calcio poteva regalarti magie inimmaginabili che andavano contro ogni legge fisica. E’ difficile spiegarvi questo personaggio tralasciando una delle sue mille identità ed è normale che ogni persona si faccia una propria idea sul suo modo di essere e di vivere. Maradona voleva essere giudicato solo per ciò che faceva sul campo, fuori era un bambino senza freni che non voleva controlli e soprattutto voleva essere ignorato, ma questo è impossibile quando godi di una fama simile e quando per milioni di persone sei quasi una divinità. Diego ha sofferto proprio questo: la fama che lo esaltava in uno stadio e, allo stesso tempo, spesso fuori da esso gli ha tolto la voglia di vivere. A lui bastava un pallone per essere felice, tutto quello che è arrivato in più non era previsto e non è mai stato controllabile, soprattutto perché Diego si è sempre circondato di persone che si sono approfittate della sua fama e hanno sperperato il suo tesoro. Non voglio giudicare Diego, perché non sono nessuno per giudicare un uomo e la sua vita, voglio solo ricordarlo in quel caldo pomeriggio di Città del Messico, quando con la maglia dell’Argentina nel giro di 10 minuti punisce i “nemici” inglesi prima con la mano di “Dio” e poi con una serpentina leggendaria fatta di 11 tocchi di sinistro in 10 secondi, capace di spiazzare 5 avversari e di realizzare il gol più bello della storia del calcio. Ecco cosa era Diego e cosa ha sempre voluto essere: lui, il suo sinistro e un pallone per creare magie.
“Voi che dite che Dio non esiste di chi pensate che fosse quel piede sinistro????” (Anonimo)
di Alessandro Rosati | 8 luglio 2008





hai voluto chiudere col “botto” eh? e ci sei riuscito parlando di Maradona…che personaggio incredibile..
beh era l’articolo che mi ero lasciato per ultimo. Sinceramente io non ci sono mai riuscito a scrivere qualcosa su di lui…Non so perchè, forse perchè avrei cosi tanto da scrivere che poi non sarebbe piu un articolo. Ho fatto del mio meglio e quello che volevo comunicare anche con il video è il fatto che Diego è sempre stato un bambino che voleva vivere solo con il suo pallone, tanto i gol che ha fatto li avrete visti e rivisti milioni di volte….Eh quanto avrei da scrivere su questo giocatore…peccato che abbia fatto quella fine…era il tesoro del calcio
Il calcio è cambiato ma ora come non mai ci vorrebbe un Maradona.Ormai è diventato uno sport fisico il calcio e questo è veramente un peccato.
P.S. Faccio i miei complimenti ad Alessandro per come ha curato la rubrica.Un solo rimprovero:non hai mai parlato di uno sport affascinante come il tennis.Domenica scorsa abbiamo potuto assistere ad una partita che è già storia.La finale di Wimbledon con la vittoria di Nadal su Federer per 9-7 al quinto e decisivo set.Uno spettacolo.
P.P.S. Caro Scoditti,sappi che ho ricominciato a giocare perciò preparati che quando scendi ti spezzo le ossa:).Alessandro Denitto
è vero non ne ho parlato ma mi ero prefissato da tempo di chiudere con il botto come dice Gabriele e quindi avevo scelto Maradona. Se avessimo avuto un’altra settimana ne avrei parlato certamente di wimbledon anche perchè ci sarebbero tantissime cose da dire su quella finale.
Quindi prenditela con Gabriele per questo motivo ora hai un motivo buono per spezzargli le gambe
A parte gli scherzi non me toccate Scoditti perchè lui è il talento più vicino a grandi del passato come Di Stefano o Matthaus
ahahah grazie alessà x la stima…ma avrei qualcosina da obiettare…però certo, se tu mi vedi così, per distruggere questa immagine (tutto sommato abbastanza vicina alla realtà). x alessandro denitto: non vedo l’ora, lo sai!
Se scoditti è Di Stefano io sono il giocatore perfetto.Al max gli concedo Parravicini:)Alessandro Denitto
Scoditti ha classe, intelligenza tattica e altruismo….doti non comuni per un giocatore di calcetto amatoriale…..
conosciamo un’altra persona..Ale d.
Ale d. ti ammazzo
alessandro ho sempre detto che te ne indendi di calcio e sport. la rubrica sport per il prossimo anno è confermata! bravo ragazzo..